I metalli pesanti negli alimenti e nei mangimi animali

La sicurezza alimentare è oggi una delle priorità dell'Unione Europea. Nel 2000 la Commissione Europea con il "Libro Bianco sulla sicurezza alimentare" l'aveva posta come obiettivo da perseguire a partire dal campo fino alla tavola del consumatore.

I notevoli cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni nell'ambito della produzione alimentare hanno rivoluzionato le strategie produttive con l'apporto decisivo di nuove tecnologie. A partire dalle materie prime, passando per le tecniche di trasformazione, confezionamento e conservazione, fino ad arrivare alle modalità di consumo, il panorama alimentare è notevolmente mutato, spesso sulle ali della pubblicità e di nuovi stili di vita. Nuovi processi portano con sé nuovi rischi potenziali per la salute che si aggiungono a quelli già noti, con l'aggravante della novità e quindi dell'ancora scarsa conoscenza che si concretizza nella carenza di strategie per affrontarli.

La globalizzazione delle merci ha inoltre dato dimensioni mondiali a tale problema.

La valutazione e la gestione del rischio insito nelle sostanze chimiche deve riguardare l'intera filiera, con particolare attenzione alle principali fonti di contaminazione quali le attività produttive (agricoltura, pesca, allevamento, ect.), i processi di produzione e trasformazione alimentare e l'inquinamento ambientale.

 

Parlando di sicurezza alimentare, i contaminanti metallici meritano una speciale attenzione in quanto essi possono entrare nella catena alimentare, apportando malattie e in alcuni casi anche gravi intossicazioni, sia negli animali che nell'uomo.  

L'inquinamento da metalli pesanti può generarsi già all'inizio della filiera, durante la fase della produzione agricola, in quanto i vegetali li assorbono dal terreno, dalle acque di irrigazione, dall'utilizzo di antiparassitari e dall'aria, o dalle pratiche di allevamento per le specie animali.

Il contenuto di metalli negli alimenti può dipendere anche dal contatto durante le fasi della trasformazione, del confezionamento e della conservazione in imballaggi cellulosici, metallici o di natura polimerica non idonei allo scopo.

 

Da diversi anni l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) fornisce, attraverso i pareri pubblicati dal gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM), la consulenza necessaria per la definizione dei tenori massimi di metalli consentiti negli alimenti e dove possibile ha fissato una dose tollerabile per tali contaminanti, espressa in mg/kg di peso corporeo per giorno (DGT) o settimana (DTS).     

Da parte sua l'Unione Europea ha fornito una prima risposta alla richiesta di sicurezza espressa dai cittadini attraverso la legislazione, stabilendo i tenori massimi per alcuni contaminanti metallici negli alimenti e nei mangimi animali. L'obiettivo è quello di ridurne ai livelli minimi la presenza nei prodotti alimentari per raggiungere uno standard elevato di controllo della salute pubblica, rivolto in particolar modo alle fasce più sensibili della popolazione: bambini, anziani, donne in gravidanza, persone allergiche etc.

Il Regolamento (CE) N. 1881/2006 e le sue successive modifiche definiscono i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari, tra cui i metalli pesanti (piombo, cadmio, mercurio) e lo stagno inorganico negli alimenti in scatola e nelle bibite in lattina.

Entrando nello specifico il tenore medio di piombo nei prodotti alimentari al momento non sembra destare preoccupazione immediata. La tossicità di questo metallo per l'uomo si manifesta soprattutto a carico del sistema nervoso centrale, con riduzione del quoziente intellettivo.

L'altro elemento preso in considerazione è il cadmio il cui assorbimento costituisce un rischio per l'uomo in quanto può procurare problemi ossei, disfunzioni renali e disturbi della riproduzione; inoltre è considerato un elemento cancerogeno. I prodotti alimentari sono la principale fonte di assunzione di cadmio, in particolare i cereali e la carne, ma in quantitativi molto bassi.

Per quanto concerne il mercurio l'EFSA ha adottato un parere sul mercurio e sul metilmercurio negli alimenti, essendo quest'ultima la forma chimica che desta le maggiori preoccupazioni in quanto può costituire oltre il 90 % del mercurio totale nei pesci e nei frutti di m

are. Il mercurio è un metallo pesante che deriva quasi esclusivamente dagli scarti delle attività industriali e dall'uso di combustibili fossili. Esso è presente nei pesci, soprattutto quelli di grandi dimensioni, che ne costituiscono la principale via di assorbimento nell'organismo. Questo metallo assorbito dall'intestino si accumula nel cervello e, a livelli elevati, è neurotossico.

L'ultimo elemento che viene preso in considerazione è lo stagno inorganico che può ritrovarsi nelle bibite in lattina e negli alimenti in scatola. Esso può provocare irritazioni gastriche in gruppi sensibili della popolazione quali i bambini.

Nel Regolamento CE sono presenti i limiti massimi ammissibili per questi metalli nei differenti prodotti alimentari. A titolo di esempio, il contenuto massimo di piombo ammesso negli oli e grassi è fissato a 0.10 mg/kg di peso fresco, nei vini è di 0.20 mg/kg, mentre negli alimenti per lattanti è di 0.020 mg/kg.

 

Anche la sicurezza dei mangimi animali diventa importante per lo stretto rapporto che lega la salute degli animali alla sicurezza degli alimenti di origine animale e ai cibi che arrivano sulle nostre tavole.

La Direttiva CE 2002/32/CE è relativa alle sostanze indesiderabili nell'alimentazione degli animali. Essa limita così il rischio di contaminazione dei mangimi dovuto a sostanze e prodotti tossici o che possono influire sfavorevolmente sulla produzione. Questa direttiva si applica a tutti i prodotti destinati all'alimentazione degli animali, tra cui in particolare le materie prime per mangimi, gli additivi e i mangimi complementari. La direttiva fornisce un elenco, aggiornato regolarmente in funzione dei progressi tecnologici, delle sostanze indesiderabili per le quali essa fissa dei limiti oltre i quali la loro presenza nei mangimi è vietata. Tra essi figurano i metalli pesanti ed in particolare l'arsenico, il cadmio, il piombo e il mercurio.

 

Presso l'Area Oli e Grassi di Innovhub SSI di Milano da anni è a disposizione un servizio dedicato all'analisi dei contaminanti metallici in risposta alle esigenze che pervengono dai vari settori industriali.

In particolare il Laboratorio Oli e Grassi ha a disposizione un nuovo spettrofotometro di assorbimento atomico con fornetto di grafite il quale consente di raggiungere limiti di rivelabilità molto bassi per diversi elementi metallici, indispensabili per soddisfare i requisiti analitici richiesti dalle normative in vigore per gli alimenti, i mangimi animali, gli oli, le sostanze grasse e i prodotti cosmetici.

 

Per curiosità o maggiori informazioni sull'argomento, visitare la pagina del Laboratorio Oli e Grassi.